SOSTENIBILITÀ E DIRITTO

Cos’è lo sviluppo sostenibile?


Il concetto di sviluppo sostenibile non è facilmente definibile in maniera univoca.
Una prima definizione è stata fornita dal Rapporto della Commissione mondiale su ambiente e sviluppo del 1987 (c.d. Rapporto Brundtland) che identifica come sostenibile lo “sviluppo che soddisfi i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.
Muovendo dal Rapporto Brundtland, le definizioni sono state, negli anni, rese più precise e concrete.
Oggi, nel definire lo sviluppo sostenibile si fa riferimento al processo dinamico che consente alle persone di realizzare il loro potenziale e migliorare la loro qualità di vita con modalità che contemporaneamente proteggono e valorizzano il sistema di supporto alla vita fornito dalla terra.
Tra i principi chiave che rappresentano il concetto di sviluppo sostenibile sono quindi stati individuati: qualità di vita, correttezza ed equità, cura per l’ambiente con il riconoscimento dell’esistenza di limiti ambientali, applicazione del principio di precauzione (citato all’art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea). Quest’ultimo permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell’ambiente.